Patente nautica, quiz vela: tutte le 249 domande con risposte
Ogni domanda porta a una pagina dedicata con le risposte e la soluzione.
Teoria
- 1Lo scafo di un'unità navale a vela è la parte immersa della deriva.
- 2Lo scafo di un'unità a vela è la struttura galleggiante e portante della stessa.
- 3La presenza del bulbo zavorrato in un'unità navale a vela ha la funzione di fornire alla stessa una maggiore stabilità per contrastare le azioni esterne (vento).
- 4La presenza del bulbo zavorrato in un'unità navale a vela ha la funzione di offrire alla stessa una maggior penetrazione alla prua, tale da farle raggiungere velocità più elevate.
- 5La vela si orienta in relazione al flusso del vento.
- 6Per andatura si intende la direzione verso cui la stessa procede rispetto alla direzione di provenienza del vento.
- 7Per andatura si intende la velocità riaggiunta dall'unità navale a vela rispetto alla direzione di provenienza del vento
- 8Quando l'unità a vela si muove a favore di vento, il vento apparente equivale alla differenza tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale stessa.
- 9Quando l'unità a vela si muove a favore di vento, il vento apparente, corrisponde alla somma tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale
- 10Quando l'unità a vela si muove controvento, il vento apparente corrisponde alla somma tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale.
- 11Quando l'unità a vela si muove controvento, il vento apparente è pari al vento di velocità dell'unità navale stessa.
- 12Durante la navigazione di una unità a vela, il vento apparente è sempre orientato più a proravia rispetto al vento reale.
- 13Durante la navigazione di una unità a vela, il vento apparente, è sempre orientato ortogonalmente rispetto al vento reale.
- 14Durante la navigazione a vela, il vento apparente ha un'intensità tanto maggiore quanto più l'unità navale procede verso la direzione da cui proviene il vento.
- 15Durante la navigazione di una navale a vela, il vento apparente ha un'intensità tanto maggiore quanto più l'unità navale si discosta dalla direzione da cui proviene il vento.
- 16Per andatura di "bolina" si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 135° rispetto alla direzione del vento reale.
- 17Per andatura al "traverso" si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 45° rispetto alla direzione del vento reale.
- 18Per andatura di lasco si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 45° rispetto alla direzione del vento reale.
- 19Per andatura di poppa si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 90° rispetto alla direzione del vento reale.
- 20Procedendo di bolina, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
- 21Procedendo di bolina, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta inferiore rispetto a quella reale.
- 22Procedendo di poppa, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra minore perché l'intensità del vento percepita risulta inferiore rispetto a quella reale.
- 23Procedendo di poppa, la velocita avvertita dell'unità navale a vela sembra minore perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
- 24Per "settore di bordeggio", o "angolo morto", si intende quel settore controvento entro il quale una unità a vela non può indirizzare la sua prua per mancanza di portanza delle vele.
- 25Per "settore di bordeggio", o "angolo morto", si intende quel settore entro il quale una unità a vela può navigare al fine di aumentare la velocità per raggiungere una determinata destinazione.
- 26Un temporaneo aumento dell'intensità del vento reale (raffica) comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.
- 27Una temporanea attenuazione dell'intensità del vento reale comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.
- 28L'angolo di incidenza risulta essere l'angolo formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela.
- 29Il centro velico risulta essere il punto di applicazione della forza del vento apparente sulle vele e sull'opera morta.
- 30Il centro di deriva risulta essere il centro geometrico della superficie di deriva posto sotto la chiglia dell'unità a vela.
- 31Il centro velico e il centro di deriva si influenzano tra loro generando effetti che sono individuabili e prevedibili per ogni unità a vela.
- 32In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si definisce "neutra" (né poggiera né orziera).
- 33In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si avvicina alla direzione del vento (orziera).
- 34La posizione del centro velico nelle unità a vela dipende dalla superficie e dalla forma delle vele, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.
- 35Per "planata" si intende lo stato in cui viene a trovarsi l'unità a vela navigando in condizioni di equilibrio dinamico sulla cresta dell'onda generato dal suo medesimo avanzamento.
- 36La "messa a segno" delle vele è generata dal vento apparente durante la navigazione.
- 37La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende dall'angolo di incidenza.
- 38La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende esclusivamente dal valore della prora assunta dall'unità.
- 39La forza di scarroccio risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.
- 40La forza di propulsione risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.
- 41l'albero di un'unità a vela inclinato verso poppa rende la stessa tendenzialmente orziera.
- 42L'albero di un'unità a vela inclinato verso prua rende la stessa tendenzialmente poggiera.
- 43La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di conservare inalterata la forma della vela in qualsiasi condizione meteomarina.
- 44La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di garantire l'ottimale indicazione della direzione del vento sulla vela?
- 45Con riguardo alla teoria della vela, il multiscafo ha una maggiore stabilità.
- 46Il bulbo zavorrato di un'unità a vela fornisce maggiore stabilità per contrastare l'azione esterna del vento.
- 47La stabilità di un'imbarcazione a vela è assicurata dal bulbo zavorrato.
- 48La vela tende, per sua natura, ad assumere una posizione neutra di 45° rispetto al flusso del vento e a ricevere una spinta in tale direzione.
- 50Si chiama "bolina" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 45° rispetto alla direzione del vento reale.
- 51Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 135° rispetto alla direzione del vento reale.
- 52Si chiama "traverso" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 90° rispetto alla direzione del vento reale.
- 53Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 90° rispetto alla direzione del vento reale.
- 54Si chiama "poppa" o "fil di ruota" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 180° rispetto alla direzione del vento reale.
- 55Procedendo di bolina, a bordo il vento percepito risulta d'intensità superiore a quella reale.
- 56Procedendo di poppa la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
- 57Il settore di bordeggio è la zona dello scafo di un'unità navale a vela che concorre a fornire la spinta velica e quindi ad incrementare la velocità della stessa in funzione della direzione del vento.
- 58Si intende per lato sottovento, la superficie sopravvento della vela che è sottoposta a una depressione.
- 59Il centro velico è il punto di applicazione della risultante delle forze dovute all'azione del vento sulle vele.
- 60E' il centro velico il punto di applicazione delle forza idrodinamica sullo scafo dovuta allo scarroccio.
- 61Il centro di deriva è il centro dello scafo a vela di piccole dimensioni.
- 62Il centro di deriva è il punto di applicazione della resistenza laterale che si oppone alle forze idrodinamiche esercitate sull'opera viva.
- 63Il centro velico e il centro di deriva servono per determinare il punto nave a vela.
- 64In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è collocato a proravia del centro di deriva, l'unità navale a vela si allontanata dalla direzione del vento (è poggiera).
- 65In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità navale a vela si definisce equilibrata (né poggiera né orziera).
- 66La posizione del centro velico per le unità navali a vela dipende dalla forma della vela, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.
- 67La posizione del centro di deriva delle unità a vela dipende dalla forma delle vele.
- 68Si intende per sopravento, il lato dell'unità ubicato al di sotto del punto di applicazione del vento apparente.
- 69Si intende per sottovento, il lato dell'unità opposto rispetto a quello su cui batte il vento.
- 70La dizione di "mure a dritta/mure a sinistra" indica la parte prodiera dello scafo sulla quale si infrangono le onde.
- 71Per grasso della vela si intende la parte della vela più prossima alla tensione della drizza.
- 72Il piano velico è l'organizzazione delle vele di un'unità come da progetto ed è essenzialmente caratterizzato dal numero di alberi e dal tipo di vele a disposizione.
- 73Per portanza si intende il peso complessivo di tutte le attrezzature veliche imbarcate su un'unità a vela.
- 74Lo svergolamento della vela dipende dalla velocità del vento reale che aumenta in funzione dell'altezza da cui spira rispetto alla superficie del mare.
- 75Per "straorza" si intende l'improvviso cambio di prua verso la direzione di provenienza del vento, causato da una raffica o da un'onda particolarmente intensa.
- 76Per "strapoggia" si intende l'improvviso allontanarsi della prua dalla direzione del vento tale anche da causare una strambata.
- 77Per "raffica" si intende una particolare tipologia di venti, di rilevante intensità, che spirano prevalentemente da levante o da ponente.
- 78Per "scarroccio" si intende la traslazione laterale dell'unità a vela per effetto del vento esercitato sullo scafo durante la navigazione.
- 79Un'unità a vela scuffia quando si ribalta, immergendo l'albero anche fino a 180° rispetto alla posizione iniziale.
- 80Si intende per "smagrire" la vela il variare della superficie portante della stessa riducendone la sua concavità.
- 81Si dice "stringere il vento" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
- 82Si dice "poggiare" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
- 83La forza di propulsione risulta parallela all'asse longitudinale dell'unità navale a vela.
- 84La forza di scarroccio e la forza di propulsione hanno origine dalla forza risultante generata dal vento sulla superificie velica.
- 85Si intende per "corda" della vela la linea idealmente tracciata per unire le due estremità del profilo della vela.
- 86La concavità della vela assolve alla funzione di diminuire la resistenza all'avanzamento dell'unità.
- 87Lo spostamento del peso dell'equipaggio a bordo durante la navigazione a vela può servire a contrastare l'azione sbandante generata dal vento sulla superficie velica.
- 88Per contrastare la tendenza poggera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso prua.
- 89Per contrastare la tendenza orziera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso l'albero.
- 90E' meglio evitare un'impostazione troppo poggera di un'unità perché tale impostazione limita notevolmente l'azione del timone.
- 91Un'unità in navigazione a vela con andatura di bolina, se eccessivamente sbandata sottovento, subisce un aumento della velocità e una miglior performance delle vele bordate.
- 92E' meglio preferire un'impostazione leggermente orziera di un'unità a vela perché tale impostazione favorisce le prestazioni e la sicurezza a bordo.
- 93L'inclinazione verso la prua dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
- 94L'inclinazione verso la poppa dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
- 95Lascare la drizza e la base della randa aumenta la concavità della vela (grasso) e le fa assumere una configurazione adatta all'andatura in fil di ruota.
- 96L'angolo di incidenza è quello formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela, in pratica l'angolo con cui il profilo fende l'aria.
- 97La spinta della randa è principalmente orziera, quella del genoa o del fiocco tendenzialmente poggiera.
- 98Al crescere del vento si cazzano cunningham (o la drizza randa), il tesabase, la drizza genova.
- 99Al crescere del vento è utile spostare verso prua il carrello del genoa.
Attrezzatura
- 100Negli armamenti frazionati, le sartie volanti servono a sostenere l'albero, controbilanciando lo sforzo trasmesso dalle vele allo strallo.
- 101Negli armamenti frazionati con crocette acquartierate verso poppa e paterazzo, le sartie volanti possono dare supporto all'albero ma non sono strutturali.
- 102Si intende per unità attrezzata con armo frazionato quella in cui lo strallo non è "incappellato" in testa d'albero.
- 103Si intende per unità attrezzata con armo frazionato quella il cui scafo è suddiviso in almeno tre compartimenti.
- 104Le crocette garantiscono un'adeguato punto di forza e ritenuta delle scotte sul piano di coperta.
- 105Le crocette servono a tensionare le sartie che sorreggono l'albero lateralmente.
- 106La regolazione delle sartie si attua attraverso l'utilizzo del carrello della scotta.
- 107L'avvolgifiocco è una particolare galloccia dove viene avvolta la scotta sottovento del fiocco.
- 108La balumina è il lato più corto della randa, che si introduce all'interno della canaletta del boma.
- 109La ralinga della randa è il cavo cucito nel lato di inferitura per essere introdotto all'interno della canaletta dell'albero.
- 110Per "base" della randa si intende il lato libero della vela dove sono ricavate le tasche per poter introdurre le stecche.
- 111Per "angolo di scotta" della randa si intende quello compreso tra la base e la balumina, dove è agganciato il tesabase.
- 112Per "angolo di penna" della randa si intende l'angolo compreso tra la base e la ralinga ove è agganciata la trozza del boma.
- 113Per "angolo di mura" della randa si intende l'angolo compreso tra la balumina e la ralinga, posto all'estremità superiore della vela, ove è agganciata la drizza.
- 114Il fiocco consente all'unità a vela di navigare esclusivamente con angoli compresi tra i 40° e i 70° rispetto alla direzione da cui spira il vento.
- 115La randa rappresenta la vela principale di un'unità a vela, ubicata a poppavia dell'albero, e di forma triangolare.
- 116Il genoa o genova rappresenta una particolare tipologia di vela prodiera avente una superficie ridotta utilizzata in caso di condizioni meteo marine avverse.
- 117Il genoa o genova è la vela prodiera avente una superficie che non si sovrappone a quella della randa.
- 118Il genoa (o genova) oltrepassa l'albero verso poppa fino a una lunghezza generalmente pari al 50% della distanza fra l'albero e il punto di mura .
- 119Il fiocco è la vela prodiera avente una superficie che non si sovrappone a quella della randa.
- 120Lo spinnaker rappresenta la vela principale, utilizzata in particolar modo nelle andature di bolina al fine di dare maggiore potenza e superficie velica.
- 121Il gennaker è una vela asimmetrica adatta alle andature comprese tra il traverso e il lasco (60°- 120° dal vento).
- 122Il code 0 è una vela asimmetrica adatta alle andature con poco vento comprese tra la bolina larga e il traverso.
- 123Il code 0 è una vela inferita.
- 124Lo sloop è l'armo caratterizzato dalla presenza di un solo albero e la possibilità di issare una sola vela di prua alla volta.
- 125Il cutter è l'armo caratterizzato dalla presenza di un solo albero, armato con due fiocchi contemporaneamente.
- 126Il ketch è quell'armo caratterizzato dalla presenza dell'albero di mezzana a proravia dell'asse del timone.
- 127Tra le manovre fisse vi sono drizze e scotte.
- 128Tra le manovre correnti vi sono stralli e sartie.
- 129Il paranco di scotta assolve la funzione di demoltiplicare lo sforzo.
- 130Quello rappresentato in figura è un paranco con un rapporto 6:1
- 131Quello rappresentato in figura è un paranco doppio con il rapporto più favorevole, il cosiddetto "fino" di 8:1.
- 132Il cunningham assolve la funzione di porre in tensione la parte prodiera bassa della randa, mediante un paranco verticale.
- 133Il tangone è il pennone sul quale è fissata la base della randa.
- 134Il winch è un particolare meccanismo costituito da due bozzelli utilizzato per moltiplicare lo sforzo di trazione esercitato sulle cime.
- 135Le scotte devono essere avvolte intorno al tamburo del winch sempre in senso orario, ponendo particolare attenzione per evitare la sovrapposizione dei "colli".
- 136La ferramenta di bordo è costituita dall'insieme di elementi come strozzascotte, winch, arridatori e galloccie.
- 137Il polipropilene è utilizzato solo per sagole galleggianti utilizzate per il salvataggio.
- 138I grilli assumono la funzione di ridurre o sforzo di trazione sui cavi.
- 139Il carrello di randa (o trasto) è il congegno sul quale vengono date volta e bloccate le scotte della randa.
- 140La galloccia è il dispositivo con cui si fissano le draglie.
- 141La landa è il cavallotto o la piastra collocata in coperta utilizzata per fissare le sartie e gli stralli.
- 142Il golfare è il carrello del boma dove si innesta la randa.
- 143La varea del tangone è l'anello di attacco del mantiglio.
- 144La trozza è lo snodo che unisce il boma all'albero.
- 145La resistenza alla trazione rappresenta una qualità importante nelle fibre del tessuto di una vela, determinandone la stabilità trasversale.
- 146Il dacron non è un materiale correntemente diffuso per la realizzazione di vele da crociera.
- 147L'esposizione molto prolungata delle vele ai raggi solari ne determina il decadimento delle sue caratteristiche meccaniche di resistenza.
- 148Il set di vele standard di un catamarano è formato da randa, fiocco e gennaker.
- 149Il set di vele base di uno scafo armato a sloop è formato da randa e genoa (o genova).
- 150I garrocci sono gli specifici moschettoni che consentono di fissare il lato prodiero del genoa e del fiocco allo strallo di prua.
- 151La funzione del paterazzo è di regolare il vang.
- 152Cazzando il paterazzo si determina un rilevante smagrimento della parte centrale della randa.
- 153La gassa d'amante è un nodo che tende a sciogliersi facilmente.
- 154La gassa d'amante si usa per accorciare una cima.
- 155E' opportuno utilizzare il nodo piano per unire due cavi aventi diverso diametro.
- 156La funzione di un nodo savoia è impedire che l'estremità di un cavo si sfili da un passacavo.
- 157Il nodo parlato è utile per fissare i parabordi alle draglie.
- 158Il nodo margherita si usa per accorciare una cima.
- 159Per lazy jack si intende una particolare drizza utilizzata per issare le vele in condizioni di emergenza.
- 160Per lazy jack si intende il sistema di sagole che aiuta a raccogliere la randa in fase di ammainata.
- 161Il feeder è il dispositivo utilizzato al fine di facilitare l'introduzione dell'inferitura del fiocco o del genoa all'interno della canaletta dello strallo cavo.
- 162Il tesabase è il dispositivo finalizzato a mantenere tesata la base del fiocco.
- 163Le manovre necessarie all'uso dello spinnaker sono scotta, spring, vang, borosa e meolo del tangone.
- 164Per braccio si intende il cavo utilizzato per manovrare e, quindi, regolare la mura dello spinnaker.
- 165Il matafione è un fiocco di rispetto utilizzato in condizioni meteo marine avverse.
- 166Per impiombatura si intende l'intreccio dei trefoli delle estremità di cavi tessili o in acciaio, al fine di unirli tra di loro o per realizzare un anello fisso a cui agganciare le ferramenta o le manovre.
- 167Per borosa si intende la parte terminale superiore dello strallo cavo che lo collega all'albero.
- 168Le sartie, sono i cavi generalmente in acciaio (ma anche in fibre tessili particolarmente tenaci), che sostengono l'albero.
- 169Il tornichetto è un congegno utilizzato per unire due cime di diverso materiale.
- 170Il vang è un sistema di ritenuta del boma di tipo regolabile che assolve a due funzioni principali: regola la flessione longitudinale dell'albero e influenza la superficie portante della vela.
- 171All'interno dell'albero si possono far passare le manovre fisse come sartie e stralli.
- 172L'avvolgiranda è un'attrezzatura che permette di riporre la randa in un gavone una volta terminata la navigazione.
- 173La regolazione dell'albero viene effettuata con l'unità all'ormeggio agendo su ogni singola manovra corrente in stretta aderenza a quanto indicato dal costruttore.
- 174Le manovre correnti sono quelle che servono a manovrare le vele, come le scotte, drizze, wang, tesa base ecc.
- 175Un winch self-tailing è un verricello elettronico comandato dalla timoneria per il quale non è necessario l'uso della maniglia.
- 176Stralli e sartie sono manovre fisse.
- 177Girando la maniglia in senso orario il winch sostiene una migliore trazione e potenza.
- 178Il motivo per cui il grillo della penna di randa è del tipo con perno di blocco è per consentire di sganciare la vela evitando che lo stesso cada in mare.
- 179La calza è una sorta di tubo di tela con il quale si raccoglie lo spinnaker o il gennaker prima di ammainarlo.
- 180Con il fiocco autovirante è necessario cazzare la scotta in virata.
- 181Con il fiocco autovirante la scotta è generalmente rinviata a una puleggia sull'albero.
- 182Con il genoa avvolgibile ridotto oltre il 30% della superficie si ha una sensibile riduzione di efficienza del profilo.
- 183L'avvolgifiocco e il moderno sistema che consente di ridurre la vela di prua senza ammainarla.
- 184Lo stopper è la manovra con cui si fissa il boma in posizione di riposo.
- 185Lo stopper è il sistema di bloccaggio che consente di strozzare una drizza.
Manovre
- 186Per "sventare" si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la prua al vento o a mollare le scotte, in modo che le vele non siano portanti
- 187Per "sventare" si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la poppa al vento.
- 188Con timone a barra per poggiare è necessario porre la barra del timone sopravento ossia dalla parte opposta rispetto alla randa.
- 189Con timone a barra per poggiare è necessario porre la barra del timone sottovento ossia dallo stesso lato della randa.
- 190Quando due unità navali a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella con le mure a sinistra poggierà per lasciare la rotta libera a quella con le mure a dritta, passandole di poppa.
- 191Quando due unità navali a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella più lenta lascierà la rotta libera a quella più veloce, passandole di poppa.
- 192Quando due unità navali a vela navigano di bolina entrambe con le stesse mure, quella sopravento orzerà per lasciare la rotta libera a quella sottovento.
- 193Dopo aver tesato la drizza della randa, la base della stessa può essere cazzata, poco o molto, a seconda che si vogliano assumere rispettivamente andature larghe o di bolina.
- 194L'abbattuta è la manovra mediante la quale l'unità a vela cambia mure attraversando con la poppa la direzione da cui proviene il vento.
- 195La virata è la manovra per evitare un ostacolo.
- 196La virata è la manovra usata per raggiungere una meta navigando con il vento in fil di ruota.
- 197L'abbattuta si esegue quando la barca è alla massima velocità e naviga con andatura al traverso o di bolina.
- 198Per armare la randa: si collega la borosa all'angolo di mura, si tesa la base e si chiude lo stopper della scotta.
- 199Il punto di mura è posizionato sulla varea del boma.
- 200Si arma la randa cazzando il meolo, inserendo la tavoletta all'interno dell'apposita tasca posta sulla parte più alta dell'albero.
- 201Dopo aver lascato la drizza della randa, la base della stessa può essere lascata, poco o molto, a seconda che si vogliano assumere andature in bolina o bolina larga.
- 202Genoa (o genova) e fiocco si armano allo stesso modo perché hanno, in generale, lo stesso punto di mura nonché risultano inferiti al medesimo strallo.
- 203La prima operazione necessaria per issare il fiocco o il genoa (o genova) munito di garocci è fissare l'occhiello di bugna nell'apposito attacco ubicato alla base dello strallo.
- 204I garrocci di cui è munito il fiocco vanno incocciati allo strallo partendo dal punto di penna e proseguendo verso il punto di scotta.
- 205Il dispositivo solitamente utilizzato per agganciare la drizza alla penna è un moschettone impiombato alla drizza stessa.
- 206Il nodo utilizzato solitamente per fissare le due scotte alla bugna del fiocco, una per lato, è il parlato doppio.
- 207La barca viene condotta con la prua al vento al fine di consentire che il fiocco non si gonfi mentre viene issato.
- 208Lo strallo cavo offre il vantaggio di abbassare il centro velico del fiocco.
- 209La doppia canaletta di uno strallo cavo serve per facilitare la sostituzione di una vela di prua.
- 210Issare la tormentina è la manovra che può essere adottata al fine di ridurre la velocità risalendo il vento
- 211La manovra che può essere adottata al fine di ridurre la velocità nelle andature portanti è far fileggiare la randa.
- 212La manovra denominata "mettersi in panna" serve per aumentare la velocità.
- 213La manovra denominata "mettersi in panna" consiste nel porre a collo la vela di prua lasciando la randa bordata per la bolina larga nonché ponendo il timone all'orza.
- 214La manovra denominata "mettersi alla cappa" consiste in una particolare tecnica che consente di navigare a velocità ridotta utilizzando l'ancora galleggiante filata di poppa.
- 215Per "mano o presa di terzaroli" si intende la manovra per abbassare il tangone e smagrire lo spinnaker, passando dall'andatura in fil di ruota al traverso.
- 216La "presa di terzaroli" consiste nell'ammainare completamente la randa ed issare al suo posto la randa di rispetto denominata matafione.
- 217Per "mettere a segno" le vele si intende l'avvolgerle correttamente dopo l'utilizzo in navigazione per il loro successivo pronto impiego.
- 218Il vantaggio della planata è l'aumento del dislocamento dell'unità.
- 219Quando la barca si dispone con la prua al vento le vele smagriscono disponendosi trasversalmente all'asse longitudinale dell'unità e orientandosi nella direzione di provenienza del vento apparente.
- 220La manovra denominata "strallare" consiste nel ruotare il tangone verso la parte prodiera dell'unità navale conducendone l'estremità libera in prossimità dello strallo.
- 221La manovra denominata "quadrare" consiste nel ruotare il tangone verso la parte prodiera dell'unità navale conducendone l'estremità libera in prossimità dello strallo.
- 222Per poggiare si intende variare la prua dell'unità, allontanando la prua della stessa rispetto alla direzione di provenienza del vento.
- 223Per orzare si intende variare la rotta dell'unità navale assumendo un nuovo valore di rotta opposto a quello della direzione di provenienza del vento.
- 224Per sventare si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la poppa al vento.
- 225La virata e l'abbattuta sono le manovre fondamentali per cambiare mure.
- 226La virata è la manovra mediante la quale l'unità a vela si appresta ad ammainare lo spinnaker.
- 227Per poggiare è necessario porre la barra al centro
- 228Quando due unità a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella più lenta lascerà la rotta libera a quella più veloce, passandole di poppa.
- 229Se due unità a vela navigano entrambe con stesse mura, ha la precedenza quella che si trova sottovento.
- 230Se due unità a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella con mure a sinistra ha la precedenza.
- 231Se due unità navigano a vela con mure diverse (una a sinistra e l'altra a dritta), ha la precedenza chi prende il vento a sinistra.
- 232Se due unità navigano a vela con mure diverse (una a sinistra e l'altra a dritta), ha la precedenza chi prende il vento a dritta.
- 233Se due unità navigano a vela su rotte opposte, quella che ha il vento sulla sinistra deve lasciare libera la rotta all'altra.
- 234Se un'unità con il vento sulla sinistra vede un'altra unità a vela sopravento e non può stabilire con sicurezza se questa abbia il vento sulla sinistra o sulla dritta, deve manovrare in modo da lasciare libera la rotta .
- 235Navigando di bolina stretta, si può ridurre temporaneamente la velocità stingendo il vento oltre l'angolo di bordeggio.
- 236Poggiando da bolina stretta a bolina larga la barca accelera.
- 237Per ridurre lo sbandamento, si smagriscono le vele, cazzando il cunnincham e il tesabase della randa, la drizza del genoa e si arretra il punto di scotta del genoa (o genova).
- 238Per aumentare la potenza con vento debole si smagriscono le vele, cazzando il cunnincham e il tesabase della randa, la drizza del genoa e si arretra il punto di scotta del genoa (o genova).
- 239La "messa a segno" delle vele si ottiene quando le vele sono completamente poste a riva.
- 240Per ridurre lo sbandamento sotto raffica si muove il carrello (trasto) della randa sottovento o, in assenza del carrello, si lasca la scotta.
- 241Per assecondare una rapida poggiata per evitare un ostacolo devo lascare solo il fiocco.
- 242La ritenuta del boma è quella manovra che si può utilizzare per evitare la strambata nelle andature di granlasco e giardinetto.
- 243In caso di aumento del vento, riducendo la randa si diminuisce la tendenza orziera dell'unità.
- 244Quando si comincia a pensare se sia il caso di ridurre la vela a causa dell'eccessivo sbandamento è probabilmente il momento di farlo.
- 245E' certamente opportuno ridurre la vela se la barca ha stabilmente la falchetta in acqua.
- 246La strambata è il rischio più grande che si corre navigando al gran lasco o in poppa (giardinetto).
- 247Strambata e abbattuta sono la stessa cosa.
- 248La strambata è l'abbattuta involontaria e incontrollata.
- 249Salvo le ordinanze locali, di norma è possibile entrare in un porto navigando a vela.
- 250Lascare la randa agevola la poggiata.